HASSALEH

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L’OCCHIO DI HORUS

 

MANETONE aveva ragione!

 

Monumenti di Giza

In virtù di alcune note di Manetone, ho ipotizzato che la costruzione dei monumenti della piana di Giza abbia avuto uno sviluppo differente da quello comunemente riconosciuto.

Il fatto che le piramidi sarebbero state edificate, secondo lo storico tolemaico, da Uenephes, 4° faraone della I dinastia, mi ha portato a considerare la possibilità che la Piana di Giza sia stata la sede di un antichissimo Centro Sacerdotale e che nel Pozzo dell’Acqua siano state venerate in età predinastica le mummie dei principali "eroi/dèi" dell’antica civiltà egizia, Sokar, Toth e Osiride.

L’unificazione dell’Egitto avrebbe suggerito a Uenephes di edificare a Giza un enorme complesso monumentale costituito:

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da tre piccole piramidi, realizzate modellando il fragile calcare della piana;

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da tre ipogei sotto le tre piramidi, come nuova sepoltura dei tre dèi, precedentemente seppelliti nel Pozzo dell’Acqua;

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dalla gigantesca statua leonina dedicata ad Atum;

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da quattro templi dedicati all’antichissima civiltà egizia, uno nella valle a est della piana, un secondo di fronte alla grande statua, un terzo a sud di quest’ultimo e un ultimo di fronte alla faccia orientale della piccola piramide centrale;

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da una strada cerimoniale collegante questi ultimi due templi e la cui direzione era tale da passare proprio sopra l’ingresso del Pozzo dell’Acqua e nascondere così il sacro ipogeo, ormai non più utilizzato.

Questa originale visione dell’antico progetto di Giza consente di dare finalmente una risposta a molti enigmi sulle costruzioni a Giza e, in particolare, di dare una giustificazione realistica alla strana direzione delle strada cerimoniale di Chefren, sovrapposta alla vecchia strada della I dinastia.

Non è dato sapere se Uenephes abbia completato il grandioso progetto, ma si ritiene che il suo successore, il faraone Usaphais, abbia celebrato riti nel tempio della Sfinge.

L’ipotesi che la grande Sfinge risalga alla I dinastia, ai regni di Uenephes (3726-3683 a.C.) o Usaphais (3683-3663 a.C.) e il possibile periodo molto piovoso della fine della II dinastia (Diluvio biblico del 3291 a.C.) consente di dare una valida giustificazione allo stato di degrado di molti monumenti delle prime due dinastie e risolvere la problematica dell’età della Sfinge e delle anomale erosioni delle pareti della fossa della grande statua.

 

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